The Quiet American

The Quiet American

by Graham Greene

Graham Greene's classic exploration of love, innocence, and morality in Vietnam"I never knew a man who had better motives for all the trouble he caused," Graham Greene's narrator Fowler remarks of Alden Pyle, the eponymous "Quiet American" of what is perhaps the most controversial novel of his career.

But Fowler's motives for intervening are suspect, both to the police and himself, for Pyle has stolen Fowler's beautiful Vietnamese mistress.Originally published in 1956 and twice adapted to film, The Quiet American remains a terrifiying and prescient portrait of innocence at large.

  • Language: English
  • Category: Fiction
  • Rating: 3.97
  • Pages: 180
  • Publish Date: August 31st 2004 by Penguin Classics Deluxe Editions
  • Isbn10: 0143039024
  • Isbn13: 9780143039020

What People Think about "The Quiet American"

Because no matter how much we abide by our principles and sense of morality we constantly collide with the concept of the lesser evil and the common good, in short with situations that allow us or even encourage to justify our actions or omissions. And so is Thomas Fowler, somewhat cynical English reporter, for years residing in the East, whose life motto is to be not engaged . He comes with his sense of mission to save the world and by the way of course falls in love with Fowlers mistress.

If we are to have such a short life, how can we live it to the fullest?, I often ask myself. Then one day I read Graham Greenes The Quiet American, and everything makes sense again. Death was far more certain than God, and with death there would be no longer the daily possibility of love dying. I prefer to read it as a love triangle where Fowley, the surly middle-aged British war correspondent; and Pyle, the young and naïve American spy; dispute the love and possession of the young and beautiful Vietnamese Phuong. Like The End of the Affair, this is a Greene novel that affects you viscerally. From the beginning, he felt protective of Pyke, and despite their dispute over the girl, they remain quite good friends: I stopped our trishaw outside the Chalet and said to Phuong, Go in and find a table. Innocence always calls mutely for protection when we would be so much wiser to guard ourselves against it; innocence is like a dumb leper who has lost his bell, wandering the world, meaning no harm. But the triangle of Fowler, Pyle and Phuong was even more intricate. He articulates like few the dark side of love the narrator with his quick and keen mind; with a fastidious view of the world, and a hardened heart. Perhaps I was no longer in love but I remembered." And how he always preferred escape to the possibility of loss: "No, that woman came earlier. "We are fools," I said, "when we love. And I came east." Thus, when Pyke saves his life, Fowler was far from thankful, for he had been looking for exactly that escape when he came to Saigon: "We've made it," Pyle said, and even in my pain I wondered what we'd made: for me, old age, an editor's chair, loneliness; and for him, one knows now that he spoke prematurely. All through Greenes narrative, we catch glimpses of how his protagonist recognizes that love, even for the toughest of them, brings with it the possibility of pain. If only it were possible to love without injury fidelity isn't enough.' But despite knowing from experience the damage of loss, the pain was not any less. 'I began to plan the life I had still somehow to live and to remember memories in order to eliminate them. Pyles good intentions may seem endearing, but they come from ignorance, and Fowler recognizes from the beginning how dangerous, and guesses that his fate was so sealed. Despite the fact that some can view the Vietnamese as weak and ignorant, Fowler by the end presents us the reality of Phuong, and for me, it could not be more honest, for these are people that in their effort to survive have to make the most of what they have. She'll suffer from childbirth and hunger and cold and rheumatism, but she'll never suffer like we do from thought, obsession-she won't scratch, she'll only decay." One of the dilemmas that Fowler faces since arriving in Viet Nam is that he avoided getting involved. The human condition being what it was, let them fight, let them love, let them murder, I would not be involved. Fowler realizes late in his affair that he loved Phuong, also discover that life sometimes has its way of forcing on us to make a stand. I loved The Quiet American. ___ I want to thank my friend Vessey for granting me the privilege of reading The Quiet American with her.

This is a cautionary tale about the involvement of America and Britain in the Vietnam war. Reading this book was a great way to learn more about the Vietnam war.

The perfect novel.

NELLA GUERRA LARMA PIÙ EFFICACE È LA SEDUZIONE Fu scritto a guerra dIndocina in corso (e anche a guerra di Corea in atto): quando fu pubblicato, invece, erano entrambe concluse, e i francesi si erano ritirati dal Vietnam dopo la nota battaglia di Dien Bien Phu. Linnocenza professata dagli americani nel romanzo, sia quelli tranquilli che quelli rumorosi, suona stonata (e Greene ne è consapevole) considerato quello che stava succedendo in quellaltra parte dellOriente (estremo). Secondo viene Pyle, il tranquillo americano del titolo, definito così perché non è come tutti gli altri americani, bastardi fracassonigrandi, grossi e rumorosi, infantili, cinici, loro sì, davvero cinici - questo in particolare è ancora piuttosto giovane, serio, pieno di illusioni e desiderio di migliorare il mondo, di fare del bene - una vera mosca bianca - salvo poi scoprire il reale motivo che lo porta in Asia è colui che sbandiera il sentimento che apparentemente più si avvicina allamore, ma più che altro sembra che abbia alfine trovato la prima donna che non lo metta in imbarazzo, così mansueta da poterglisi dichiarare, lui che a trenta e passi anni qualcuno prende ancora per vergine. Risente molto della stroncatura riservata al libro di Greene da parte della critica US, che laccusò di antiamericanismo: e quindi nel film non esistono spie americane, i cattivi sono solo i comunisti, e lamericano, oltre che tranquillo, è innocente e pacifico. Pur con gli indispensabili tradimenti e tagli, necessari per passare dal libro al film, per raccontare una storia in cento minuti e non in duecento e passa pagine, per rivolgersi allo spettatore cinematografico che è più facilmente distratto di un lettore (per tacere di quello televisivo! E allora il commissario Vigot, bel personaggio marginale, che legge i Pensieri di Pascal in commissariato alle 2 del mattino, che ama non ricambiato la sua vistosa e promiscua moglie francese, così pregno di disincanto e sagacia (risolve il caso, ma tiene tutto per sé), viene interpretato in questa pellicola dal croato Rade Serbedzija, che si sforza di avere un inglese venato di francese, il che mi sembra chiedere troppo anche a un attore poliglotta come lui. Michael Caine e il regista Phillip Noyce in quella che di solito si definisce una pausa dalle riprese: ma non esistono pause su un set, regista e protagonista sono seduti e stanno probabilmente discutendo la scena o il personaggio, macchinisti, elettricisti, reparto fotografia, reparto scenografia sono in piena attività per preparare la prossima inquadratura, eccetera. Purtroppo, per andare incontro al distratto spettatore cinematografico americano che non ama i sottotitoli e non conosce le lingue (in questo non certo meno capace di quello italico), Phuong, che nel libro parla francese e ovviamente vietnamita, ma ben poco inglese, qui invece si esprime tranquillamente in questa lingua - e Pyle, che nel romanzo non parla altro che la sua di lingua, nel film si esprime invece con buon francese e ottimo vietnamita - e quindi possono comunicare direttamente tra loro, non hanno bisogno che Fowler faccia da interprete. E così si perde per strada la mia scena preferita del romanzo, quella in cui Pyle dichiara il suo amore a Phuong tramite Fowler che funge da interprete, cioè un uomo si dichiara a una donna tramite un altro uomo, proprio quello al quale sta cercando di rubare la donna. **Singolare come Mondadori negli Oscar abbia pubblicato questo romanzo usando nel titolo sia il corretto articolo determinativo, che anche quello indeterminativo.

NELLA GUERRA LARMA PIÙ EFFICACE È LA SEDUZIONE Fu scritto a guerra dIndocina in corso (e anche a guerra di Corea in atto): quando fu pubblicato, invece, erano entrambe concluse, e i francesi si erano ritirati dal Vietnam dopo la nota battaglia di Dien Bien Phu. Linnocenza professata dagli americani nel romanzo, sia quelli tranquilli che quelli rumorosi, suona stonata (e Greene ne è consapevole) considerato quello che stava succedendo in quellaltra parte dellOriente (estremo). Da una parte abbiamo lio narrante, il più agé dei tre, Fowler, il giornalista inglese che viene sempre definito cinico quando in realtà è più romanticamente un disincantato ancora capace di sentimento e scelte. Secondo viene Pyle, il tranquillo americano del titolo, definito così perché non è come tutti gli altri americani, bastardi fracassonigrandi, grossi e rumorosi, infantili, cinici, loro sì, davvero cinici - questo in particolare è ancora piuttosto giovane, serio, pieno di illusioni e desiderio di migliorare il mondo, di fare del bene - una vera mosca bianca - salvo poi scoprire il reale motivo che lo porta in Asia è colui che sbandiera il sentimento che apparentemente più si avvicina allamore, ma più che altro sembra che abbia alfine trovato la prima donna che non lo metta in imbarazzo, così mansueta da poterglisi dichiarare, lui che a trenta e passi anni qualcuno prende ancora per vergine. Risente molto della stroncatura riservata al libro di Greene da parte della critica US, che laccusò di antiamericanismo: e quindi nel film non esistono spie americane, i cattivi sono solo i comunisti, e lamericano, oltre che tranquillo, è innocente e pacifico. Pur con gli indispensabili tradimenti e tagli, necessari per passare dal libro al film, per raccontare una storia in cento minuti e non in duecento e passa pagine, per rivolgersi allo spettatore cinematografico che è più facilmente distratto di un lettore (per tacere di quello televisivo! E allora il commissario Vigot, bel personaggio marginale, che legge i Pensieri di Pascal in commissariato alle 2 del mattino, che ama non ricambiato la sua vistosa e promiscua moglie francese, così pregno di disincanto e sagacia (risolve il caso, ma tiene tutto per sé), viene interpretato in questa pellicola dal croato Rade Serbedzija, che si sforza di avere un inglese venato di francese, il che mi sembra chiedere troppo anche a un attore poliglotta come lui. Michael Caine e il regista Phillip Noyce in quella che di solito si definisce una pausa dalle riprese: ma non esistono pause su un set, regista e protagonista sono seduti e stanno probabilmente discutendo la scena o il personaggio, macchinisti, elettricisti, reparto fotografia, reparto scenografia sono in piena attività per preparare la prossima inquadratura, eccetera. Purtroppo, per andare incontro al distratto spettatore cinematografico americano che non ama i sottotitoli e non conosce le lingue (in questo non certo meno capace di quello italico), Phuong, che nel libro parla francese e ovviamente vietnamita, ma ben poco inglese, qui invece si esprime tranquillamente in questa lingua - e Pyle, che nel romanzo non parla altro che la sua di lingua, nel film si esprime invece con buon francese e ottimo vietnamita - e quindi possono comunicare direttamente tra loro, non hanno bisogno che Fowler faccia da interprete. E così si perde per strada la mia scena preferita del romanzo, quella in cui Pyle dichiara il suo amore a Phuong tramite Fowler che funge da interprete, cioè un uomo si dichiara a una donna tramite un altro uomo, proprio quello al quale sta cercando di rubare la donna. **Singolare come Mondadori negli Oscar abbia pubblicato questo romanzo usando nel titolo sia il corretto articolo determinativo, che anche quello indeterminativo.

We were tasked to read a book (or watch a movie but...) and write a paper about how a journalist is presented in the. Pyle is new, full of hopes, believing in pretty theories he read about.

Gripping stories.

He has a beautiful girl by his side and he finds it possible to remain relatively safe, both physically and emotionallyphysically in that most of his reporting duties occur behind the front lines; and emotionally in that he is able to convince himself of Britains (and by extension his) lack of involvement with the war itself. Without getting into specifics, there is more to Pyle than meets the eye, and even though I did not love this story as much as I had hoped to, it did pull together for me in the end. Though Pyle and Fowler essentially fight over a girl, it is a girl whom neither of them seems to really love, and the two men themselves dont actually develop any quantifiable bond of friendship that would have otherwise made the story more affecting.

"War and Love -- they have always been compared." Like The End of the Affair, this is a Greene novel that affects you viscerally. It hits on the complexities of war; the complexity of morals: how it's impossible to stay neutral forever on such matters when youre directly involved: you have to make a decision: you must decide, or you're as good as dead. The human condition being what it was, let them fight, let them love, let them murder, I would not be involved. Perhaps if I wanted to be understood or to understand I would bam-boozle myself into belief, but I am a reporter; God exists only for leader-writers." Greene has proven to me that he articulates internal struggles exceptionally well: the ruminating but judgmental mind, the bustling churnings of the inside. The hurt is in the act of possession: we are too small in mind and body to possess another person without pride or to be possessed without humiliation." These quotes bite because they're so true. Though God knows why we should feel it, when we look around and see who is wanted too." But the beauty of it; it's still there; it doesn't fully go away; and these flashes of beauty live in the memory forever: "I shut my eyes and she was again the same as she used to be: she was the hiss of steam, the clink of a cup, she was a certain hour of the night, and the promise of rest." Oh yeah, and there's plenty of intellectual heft to this, too: the story of the quiet American is a discerning model -- a microcosm if you will -- of the United State's idealism with respect to Vietnam.

Henry Graham Greene, OM, CH was an English novelist, short story writer, playwright, screenplay writer, travel writer and critic whose works explore the ambivalent moral and political issues of the modern world.